Eleonora N. Volpe. Sceneggiatura e narrativa per cinema e televisione

This is not a robbery! *

Abbiamo girato, praticamente senza alcun budget, una sola scena dalla sceneggiatura per la miniserie The Whispering Place, in cui uno dei personaggi principali – l’eterno sfortunato – entra in possesso di un diamante e, dopo i tentativi di alcuni gioiellieri di imbrogliarlo, decide di farselo valutare con l’aiuto di una pistola. Purtroppo, la situazione degenera…

Rainer *

In questo teaser, sempre per il progetto The Whispering Place, abbiamo girato alcune scene generiche con l’attore e produttore Peter J. Sinclair che interpreta Rainer, un altro dei 4 personaggi principali, un uomo misterioso che vive da eremita in una foresta…

Il teaser per il progetto fiction The Slave puo’ essere richiesto solo per visioni private, per motivi di copyright. Abbiamo messo alcune immagini, tuttavia, per rendere un’idea dell’atmosfera della storia narrata.

This is not a robbery! *

Abbiamo girato, praticamente senza alcun budget, una sola scena dalla sceneggiatura per la miniserie The Whispering Place, in cui uno dei personaggi principali – l’eterno sfortunato – entra in possesso di un diamante e, dopo i tentativi di alcuni gioiellieri di imbrogliarlo, decide di farselo valutare con l’aiuto di una pistola. Purtroppo, la situazione degenera…

Rainer *

In questo teaser, sempre per il progetto The Whispering Place, abbiamo girato alcune scene generiche con l’attore e produttore Peter J. Sinclair che interpreta Rainer, un altro dei 4 personaggi principali, un uomo misterioso che vive da eremita in una foresta…

Il teaser per il progetto fiction The Slave puo’ essere richiesto solo per visioni private, per motivi di copyright. Abbiamo messo alcune immagini, tuttavia, per rendere un’idea dell’atmosfera della storia narrata.

 * I teaser sono brevi video o insiemi di immagini creati per promuovere una sceneggiatura, un progetto cinematografico o televisivo con potenziali case di produzione.

SCRIPT PER SPOT & CLIP

Un gran numero di soggetti e script per spot pubblicitari, clip musicali e di sceneggiature per spot televisivi (45, 30 e 15 secondi)

RECENSIONI

“La sceneggiatura La Schiava è fantastica. Una storia davvero suggestiva e visuale”.

“La Schiava è una sceneggiatura sottile, di grande profondità e complessità. È una storia atmosferica e inquietante di solitudine, isolamento, paura, perdita e separazione. È una storia della condizione umana.”

“Mi è piaciuto molto leggere La Schiava, la sceneggiatura è così splendidamente visiva e penso che Lisa sarebbe un grande ruolo per qualsiasi giovane attrice. Poiché il film è incentrato principalmente su due personaggi, ha il potenziale per essere qualcosa di veramente speciale.”

SCENEGGIATURE LUNGOMETRAGGI

The Slave (La Schiava) prima stesura 2012 – Sceneggiatura per Dramma Contemporaneo e Romanzo

The Three Messias (I Tre Messia) prima stesura 2020 – Sceneggiatura per lungometraggio (in corso di riscrittura) – Giallo

Where the Mermaids Sing (Dove Cantano le Sirene) prima stesura 2020 – Progetto per lungometraggio – Dramma e Commedia

Vite Parallele – prima stesura 1987 – Sceneggiatura per lungometraggio  – Fantasy filosofico

Touch and Go (Toccata e Fuga) prima stesura 2008 – Sceneggiatura per un thriller scritto a quattro mani con Lindsay Sedgwick (Irlanda)

The Lost Gun (La Pistola Perduta) prima stesura 2005 – Sceneggiatura per un giallo, scritta per la Samson Films Productions (Irlanda)

Inverno – prima stesura 1992– Sceneggiatura per un lungometraggio, dramma d’epoca, un premio Solinas nel 1994 rilevato e sviluppato dalla Merchant/Ivory Production, GB tra il 1996 e il 2005.

SCENEGGIATURE CORTOMETRAGGI

The Wake
Best dog’s friend
Moments
The Violin and the Pneumatic Hammer
Drawers
The Astronaut
Lady Macbeth – serie GOTHICA
Albrecht – serie GOTHICA
Faustus – serie GOTHICA
Pygmalion – serie GOTHICA (anche film)
Piccole Apocalissi (anche film)
I Ciechi (anche film)
Compleanno (anche film)

SCENEGGIATURE E SERIE TV

Double Dolan – Sceneggiatura per una serie detective televisiva

Camera Obscura – scenggiatura per una serie, dramma d’epoca

Hanna’s Shame – progetto per serie TV biografica, ispirato alle memorie di Derek Linster

The Whispering Place – sceneggiatura per una miniserie TV

Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì – sceneggiatura per una serie TV, dramma d’epoca

NARRATIVA

Scheda dell’opera

L’UOMO DI CARTA
Romanzo sceneggiato in cui
Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì
GIUDIZIO
Un romanzo sceneggiato con grande perizia, inizialmente destinato a trasformarsi in un film, come ci informa la stessa autrice, nel quale la vicenda d’invenzione si basa su precisi dati reali. Sicuramente Eleonora ha speso tempo ed energie in ricerche storiche e lo si evince dalle tante e meticolose note. Questo rigore dà solidità al romanzo e permette al lettore di concentrarsi senza remore sulle vicende di Astrov e del suo giovane amico.
Il romanzo è ben costruito e la struttura da copione permette sempre al lettore di collocarsi in uno spazio-tempo ben definito tanto che, quando si passa dalla campagna più profonda alla fastosa camera da letto dell’imperatore, non si corre il rischio di perdersi. Il tutto scorre piacevolmente, con una scrittura che adotta registri adeguati ai vari personaggi e presta attenzione alla loro evoluzione culturale (si pensi all’arricchimento del vocabolario di Vania e all’uso che comincia a fare, gradualmente, del congiuntivo). La narrazione è marcata da una sottile ironia, e non poteva che essere così, viste le sortite emotive dell’imperatore e la situazione paradossale in cui si trova Astrov. In sostanza, un buon esempio di mescolanza tra storia e invenzione e, nello stesso tempo, un garbato romanzo di formazione che è anche un romanzo filosofico.
Il Comitato di Lettura
Premio Italo Calvino XVII edizione

 * I teaser sono brevi video o insiemi di immagini creati per promuovere una sceneggiatura, un progetto cinematografico o televisivo con potenziali case di produzione.

SCRIPT PER SPOT & CLIP

Un gran numero di soggetti e script per spot pubblicitari, clip musicali e di sceneggiature per spot televisivi (45, 30 e 15 secondi)

RECENSIONI

“La sceneggiatura La Schiava è fantastica. Una storia davvero suggestiva e visuale”.

“La Schiava è una sceneggiatura sottile, di grande profondità e complessità. È una storia atmosferica e inquietante di solitudine, isolamento, paura, perdita e separazione. È una storia della condizione umana.”

“Mi è piaciuto molto leggere La Schiava, la sceneggiatura è così splendidamente visiva e penso che Lisa sarebbe un grande ruolo per qualsiasi giovane attrice. Poiché il film è incentrato principalmente su due personaggi, ha il potenziale per essere qualcosa di veramente speciale.”

SCENEGGIATURE LUNGOMETRAGGI

The Slave (La Schiava) prima stesura 2012 – Sceneggiatura per Dramma Contemporaneo e Romanzo

The Three Messias (I Tre Messia) prima stesura 2020 – Sceneggiatura per lungometraggio (in corso di riscrittura) – Giallo

Where the Mermaids Sing (Dove Cantano le Sirene) prima stesura 2020 – Progetto per lungometraggio – Dramma e Commedia

Vite Parallele – prima stesura 1987 – Sceneggiatura per lungometraggio  – Fantasy filosofico

Touch and Go (Toccata e Fuga) prima stesura 2008 – Sceneggiatura per un thriller scritto a quattro mani con Lindsay Sedgwick (Irlanda)

The Lost Gun (La Pistola Perduta) prima stesura 2005 – Sceneggiatura per un giallo, scritta per la Samson Films Productions (Irlanda)

Inverno – prima stesura 1992– Sceneggiatura per un lungometraggio, dramma d’epoca, un premio Solinas nel 1994 rilevato e sviluppato dalla Merchant/Ivory Production, GB tra il 1996 e il 2005.

SCENEGGIATURE CORTOMETRAGGI

The Wake
Best dog’s friend
Moments
The Violin and the Pneumatic Hammer
Drawers
The Astronaut
Lady Macbeth – serie GOTHICA
Albrecht – serie GOTHICA
Faustus – serie GOTHICA
Pygmalion – serie GOTHICA (anche film)
Piccole Apocalissi (anche film)
I Ciechi (anche film)
Compleanno (anche film)

SCENEGGIATURE E SERIE TV

Double Dolan – Sceneggiatura per una serie detective televisiva

Camera Obscura – scenggiatura per una serie, dramma d’epoca

Hanna’s Shame – progetto per serie TV biografica, ispirato alle memorie di Derek Linster

The Whispering Place – sceneggiatura per una miniserie TV

Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì – sceneggiatura per una serie TV, dramma d’epoca

NARRATIVA

Scheda dell’opera

L’UOMO DI CARTA
Romanzo sceneggiato in cui
Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì
Epoca 1797 – 1801
Lo zar Paolo I non può essere contraddetto. Ne consegue che ogni documento da lui firmato e promulgato diventa automaticamente legge. Cosa succede, allora, se per un errore burocratico un uomo viene decretato morto e sulla carta ne spunta un altro, nonostante uno sia in carne e ossa e l’altro no? Un qui pro quo che obbliga il primo ad abbandonare la vita di corte, con tutto ciò che vi è annesso (carriera, amore e vita di società) e il secondo a ricevere onori e cariche, senza poterne realmente godere. D’altro canto, come potrebbe: non esiste.
Comincia così il viaggio del giovane Astrov, ovvero l’uomo dichiarato morto, attraverso le campagne della Russia zarista, dove incontra signorotti arroganti e contadini sfruttati.  Libera dalla schiavitù un ragazzino, Vania, che da quel momento diventa il suo intelligente e fedele compagno di viaggio. Per Astrov inizia una seconda vita. Grazie alle sue doti di violinista, riesce a guadagnare denaro e stima e, grazie al documento che certifica la sua morte, scampa a una condanna  del tutto ingiusta per complicità in omicidio.
Nel loro girovagare, Astrov e Vania si imbattono nella comunità di Utopia, fondata da un aristocratico. Il quale, concessa la libertà ai suoi servi e cedute le sue terre, ha dato vita a un esperimento sociale ispirato al pensiero di Platone e di Tommaso Campanella, in cui i titoli nobiliari sono stati aboliti e dove ognuno partecipa al bene collettivo, coltivando nello stesso tempo le proprie passioni e inclinazioni artistiche. Qui Astrov e Vania si fermeranno per tre anni e avranno modo di maturare e dare un senso alla propria vita.
Parallelamente, vengono narrati gli intrighi di corte, fino alla congiura che porterà all’eliminazione di Paolo I per strangolamento, esempio di ferocia e insieme di labilità del potere.

GIUDIZIO
Un romanzo sceneggiato con grande perizia, inizialmente destinato a trasformarsi in un film, come ci informa la stessa autrice, nel quale la vicenda d’invenzione si basa su precisi dati reali. Sicuramente Eleonora ha speso tempo ed energie in ricerche storiche e lo si evince dalle tante e meticolose note. Questo rigore dà solidità al romanzo e permette al lettore di concentrarsi senza remore sulle vicende di Astrov e del suo giovane amico.
Il romanzo è ben costruito e la struttura da copione permette sempre al lettore di collocarsi in uno spazio-tempo ben definito tanto che, quando si passa dalla campagna più profonda alla fastosa camera da letto dell’imperatore, non si corre il rischio di perdersi. Il tutto scorre piacevolmente, con una scrittura che adotta registri adeguati ai vari personaggi e presta attenzione alla loro evoluzione culturale (si pensi all’arricchimento del vocabolario di Vania e all’uso che comincia a fare, gradualmente, del congiuntivo). La narrazione è marcata da una sottile ironia, e non poteva che essere così, viste le sortite emotive dell’imperatore e la situazione paradossale in cui si trova Astrov. In sostanza, un buon esempio di mescolanza tra storia e invenzione e, nello stesso tempo, un garbato romanzo di formazione che è anche un romanzo filosofico.
Il Comitato di Lettura
Premio Italo Calvino XVII edizione

“L’Uomo di Carta” – Opera segnalata per l’inventività, insieme acribica e scanzonata, con cui ricostruisce, secondo gli schemi del romanzo filosofico e di formazione, il quadro della Russia nell’ultimo scorcio del grand siècle“.

Recensione della Giuria del Premio Italo Calvino, XVII edizione, Italia

“L’Uomo di Carta” – Un romanzo da leggere e poi rileggere. E’ un vero romanzo storico, di gradevolissima lettura. Al termine qualcuno vorrebbe essere Klim, ma tutti vorrebbero essere Astrov. Questo romanzo, tra le altre riflessioni, ci pone di fronte alla quantomai moderna, e al contempo atroce sensazione, in tempi in cui l’apparire è diventato un must, di quanto a volte possa bastare pochissimo per diventare invisibili ai più. E se è vero che la vita può essere anche “una lunga battaglia nelle tenebre”, come dice uno dei suoi personaggi, quelle tenebre questo libro le squarcia ed è un ottimo modo per “usare il tempo e non farlo scivolare via”. Complimenti! Domenico Addezio, Acquisto verificato su Amazon.it

“L’Uomo di Carta” – Il miglior libro che abbia letto quest’estate. Davvero originale, ben costruito, avvincente, di quei romanzi che si rileggono con piacere anche una seconda e una terza volta. Acquisto verificato su Amazon.it

Un giudizio a caldo

“L’Uomo di Carta”  è il romanzo d’esordio di Eleonora Volpe, ambientato nella Russia tardo Settecentesca, e ha più di un motivo per meritare di essere letto. Al posto della classica narrazione, presenta una struttura da sceneggiato, scelta originale che permette al lettore una migliore ambientazione “visiva” e quindi di seguire meglio lo straordinario intreccio di storie. Storie di potere, di amore, di morte e di vita, anzi di vite al plurale, che si dipanano seguendo le peripezie di tre protagonisti annunciati in modo enigmatico nel sottotitolo: Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì.

    L’ambientazione è corredata da una serie di annotazioni, osservazioni e notizie che permettono al lettore di arricchire la sua conoscenza della Russia zarista e di rendersi conto della ferocia implicita del potere feudale, sfociato inevitabilmente nella Rivoluzione. La mano dell’autrice è impietosa nel raccontare episodi che rendono bene come fosse, cosa fosse e quanto poco valesse la vita per la massa dei servi della gleba, ma l’impietosità della mano che impugna la penna è umanizzata con il sorriso lieve dell’ironia e con il garbo della misura più adatta. Senza mai indulgere e senza mai compiacimenti, ma anche senza distacco o neutralità. Tolstoi e Gogol. Gogol e Tolstoi. Amo ricordare due frasi che rendono bene l’idea. Una è quella del protagonista, Alexàndr Pàvlovich Astrov, ufficiale militare che a suo padre medico rammenta: “… Ma diceste che reca più onori l’arte di uccidere gli uomini, che quella di curarli”. Astrov è un personaggio che nulla ha da invidiare all’incanto e alla realtà espressa dall’immaginazione surreale di Gogol, con pennellate finali da “Una notte di mezza estate” alla Woody Allen. L’altra frase è riferita allo zar Paolo I, la cui ferocia si esprime con naturalezza e nonchalance, convivendo con leggiadria, rarefatta sensibilità e squisitezza di modi: “Paolo aveva un cuore sensibile e amava le cose belle. Una di queste, la giovane Anna Lopukhinà…”.

            Non poteva mancare la trama del complotto di corte, delineata, anzi direi ricamata con passo insolito, da sceneggiato, appunto. Passo mai pesante, quanto invece efficace.

Il racconto è ambientato nel passato zarista, ricamato da privilegi ed eleganze nutrite del dolore, delle lacrime e del sangue degli sfruttati, ma è trasparente l’allusione all’eterna realtà del Potere, quale che esso sia. Sempre votato, passo dopo passo, all’abuso e al sopruso, al cinismo e alla cattiveria d’animo imbellettati di varie raffinatezze: fino a rendere inevitabile che gli sfarzi luminosi in modo inaudito – e ancor oggi ammirato – delle Versailles e dei Cremlini, decadano nel buio di un’‘ottusità priva di misura. E finiscano, quindi, come è giusto che finiscano…

Pino Nicotri

Giornalista, Scrittore, Saggista

(giornalista de L’Espresso, ex corrispondente del quotidiano la Repubblica, tra i fondatori de Il Mattino di Padova e de La Tribuna di Treviso)

“Finito il libro. È bellissimo!!! Mi è piaciuto davvero moltissimo. La trama è intrigante, la storia è ben costruita e i riferimenti storici puntuali e chiari. La scrittura e’ limpida e con immagini vivide e toccanti, alcune così belle da far quasi male“.
Viviana Pietrantoni

ALTRE OPERE

Il Viaggio di Vetro [A Glass Voyage] – work in progress / Secondo romanzo storico, in corso d’op.
The Slave / La Schiava  – Sceneggiatura (in inglese) e romanzo (in italiano)
Fragments (written in English) – a collection of short stories
Gothica (written in English) – four Medieval stories (4 storie medievali): Pygmalion, Albrecht, Lady Gruoch, Faustus

“L’Uomo di Carta” – Opera segnalata per l’inventività, insieme acribica e scanzonata, con cui ricostruisce, secondo gli schemi del romanzo filosofico e di formazione, il quadro della Russia nell’ultimo scorcio del grand siècle“.

Recensione della Giuria del Premio Italo Calvino, XVII edizione, Italia

“L’Uomo di Carta” – Un romanzo da leggere e poi rileggere. E’ un vero romanzo storico, di gradevolissima lettura. Al termine qualcuno vorrebbe essere Klim, ma tutti vorrebbero essere Astrov. Questo romanzo, tra le altre riflessioni, ci pone di fronte alla quantomai moderna, e al contempo atroce sensazione, in tempi in cui l’apparire è diventato un must, di quanto a volte possa bastare pochissimo per diventare invisibili ai più. E se è vero che la vita può essere anche “una lunga battaglia nelle tenebre”, come dice uno dei suoi personaggi, quelle tenebre questo libro le squarcia ed è un ottimo modo per “usare il tempo e non farlo scivolare via”. Complimenti! Domenico Addezio, Acquisto verificato su Amazon.it

“L’Uomo di Carta” – Il miglior libro che abbia letto quest’estate. Davvero originale, ben costruito, avvincente, di quei romanzi che si rileggono con piacere anche una seconda e una terza volta. Acquisto verificato su Amazon.it

Un giudizio a caldo

“L’Uomo di Carta”  è il romanzo d’esordio di Eleonora Volpe, ambientato nella Russia tardo Settecentesca, e ha più di un motivo per meritare di essere letto. Al posto della classica narrazione, presenta una struttura da sceneggiato, scelta originale che permette al lettore una migliore ambientazione “visiva” e quindi di seguire meglio lo straordinario intreccio di storie. Storie di potere, di amore, di morte e di vita, anzi di vite al plurale, che si dipanano seguendo le peripezie di tre protagonisti annunciati in modo enigmatico nel sottotitolo: Uno c’era, l’altro non c’era e il terzo morì.

    L’ambientazione è corredata da una serie di annotazioni, osservazioni e notizie che permettono al lettore di arricchire la sua conoscenza della Russia zarista e di rendersi conto della ferocia implicita del potere feudale, sfociato inevitabilmente nella Rivoluzione. La mano dell’autrice è impietosa nel raccontare episodi che rendono bene come fosse, cosa fosse e quanto poco valesse la vita per la massa dei servi della gleba, ma l’impietosità della mano che impugna la penna è umanizzata con il sorriso lieve dell’ironia e con il garbo della misura più adatta. Senza mai indulgere e senza mai compiacimenti, ma anche senza distacco o neutralità. Tolstoi e Gogol. Gogol e Tolstoi. Amo ricordare due frasi che rendono bene l’idea. Una è quella del protagonista, Alexàndr Pàvlovich Astrov, ufficiale militare che a suo padre medico rammenta: “… Ma diceste che reca più onori l’arte di uccidere gli uomini, che quella di curarli”. Astrov è un personaggio che nulla ha da invidiare all’incanto e alla realtà espressa dall’immaginazione surreale di Gogol, con pennellate finali da “Una notte di mezza estate” alla Woody Allen. L’altra frase è riferita allo zar Paolo I, la cui ferocia si esprime con naturalezza e nonchalance, convivendo con leggiadria, rarefatta sensibilità e squisitezza di modi: “Paolo aveva un cuore sensibile e amava le cose belle. Una di queste, la giovane Anna Lopukhinà…”.

            Non poteva mancare la trama del complotto di corte, delineata, anzi direi ricamata con passo insolito, da sceneggiato, appunto. Passo mai pesante, quanto invece efficace.

Il racconto è ambientato nel passato zarista, ricamato da privilegi ed eleganze nutrite del dolore, delle lacrime e del sangue degli sfruttati, ma è trasparente l’allusione all’eterna realtà del Potere, quale che esso sia. Sempre votato, passo dopo passo, all’abuso e al sopruso, al cinismo e alla cattiveria d’animo imbellettati di varie raffinatezze: fino a rendere inevitabile che gli sfarzi luminosi in modo inaudito – e ancor oggi ammirato – delle Versailles e dei Cremlini, decadano nel buio di un’‘ottusità priva di misura. E finiscano, quindi, come è giusto che finiscano…

Pino Nicotri

Giornalista, Scrittore, Saggista

(giornalista de L’Espresso, ex corrispondente del quotidiano la Repubblica, tra i fondatori de Il Mattino di Padova e de La Tribuna di Treviso)

“Finito il libro. È bellissimo!!! Mi è piaciuto davvero moltissimo. La trama è intrigante, la storia è ben costruita e i riferimenti storici puntuali e chiari. La scrittura e’ limpida e con immagini vivide e toccanti, alcune così belle da far quasi male“.
Viviana Pietrantoni

ALTRE OPERE

Il Viaggio di Vetro [A Glass Voyage] – work in progress / Secondo romanzo storico, in corso d’op.
The Slave / La Schiava  – Sceneggiatura (in inglese) e romanzo (in italiano)
Fragments (written in English) – a collection of short stories
Gothica (written in English) – four Medieval stories (4 storie medievali): Pygmalion, Albrecht, Lady Gruoch, Faustus